Otto suggerimenti per gestire l'ignoto in base al tuo tipo di pensiero

Con le tecnologie che si sviluppano velocemente e nuove informazioni che arrivano da tutte le direzioni, l’ignoto è qualcosa che incontriamo sempre più spesso nella nostra vita quotidiana. A volte ci sentiamo spinti ad agire senza alcuna guida.  A volte invece ci sentiamo spaesati, e non sappiamo cosa fare.

Come possiamo assicurarci di prendere le migliori decisioni in un vuoto di certezza? La chiave è padroneggiare l’abilità di gestire l’ignoto.

La gestione dell’ignoto è particolarmente cruciale per i leader aziendali. Per chi si trova in una tale posizione, le proprie decisioni possono fare una grande differenza sia per i risultati economici di un’organizzazione che per il modo in cui viene guidato il team dei collaboratori.

Allora come si gestisce l’ignoto?

Non c’è una risposta univoca a questa domanda. Gestire l’ignoto a volte richiede strategie e tattiche diverse per persone diverse. Ad esempio, un invito a considerare l’ignoto come un’opportunità potrebbe non essere ben accolto da qualcuno che invece consideri l’ignoto un rischio. Pertanto, quando ci si avvicina a questo argomento, è utile comprendere i diversi modi in cui ciascuno di noi affronta il tema.

I seguenti suggerimenti sono consigli per la gestione dell’ignoto basati su quattro diversi tipi di pensiero. È importante notare che la maggior parte delle persone dimostra, a seconda della situazione, diverse combinazioni di tutte queste modalità di pensiero.

 

Per pensatori lungimiranti / visionari:

Le persone creative vedono grandi immagini, si divertono a correre rischi e imparano attraverso la sperimentazione. Per loro, l’ignoto può essere un’opportunità entusiasmante. Sono facilmente ispirati dalla visione ma, di conseguenza, possono navigare troppo velocemente nel territorio dell’ignoto senza sufficiente previdenza.

Suggerimenti:

  1. Usa i dati raccolti per calcolare i rischi prima di prendere una decisione.
  2. Utilizzare uno strumento di guida visiva per eseguire i passaggi “what if” prima di prendere un impegno.

 

Per pensatori strutturati / dettagliati:

Alle persone strutturate piace usare linee guida ed elenchi ben pianificati. Per loro, l’ignoto è una situazione scomoda poiché arrivano senza linee guida da seguire. In queste persone, pertanto, sperimentare l’ignoto può innescare la sensazione di perdita del controllo.

Suggerimenti:

  1. Esplorare soluzioni, anche con l’ausilio del team, per “progettare” alternative e linee guida di comportamento.
  2. Progettare un piano d’azione “what if” per riacquistare un senso di controllo.

 

Per pensatori relazionali:

Le persone relazionali si preoccupano profondamente dell’impatto delle loro azioni sugli altri. La domanda chiave che l’ignoto pone a questi pensatori è: “In che modo l’ignoto influenzerà gli altri?”

Suggerimenti:

  1. Discuti le opzioni con le persone, per concentrarti sul bilanciamento delle emozioni e del pensiero logico.
  2. Esegui un processo di implementazione logica per evitare il fulcro dell’impatto della relazione.

 

Per pensatori analitici / orientati ai dati:

Alle persone analitiche piace avere dati a supporto delle loro posizioni. L’ansia dell’ignoto può emergere quando sperimentano una mancanza di dati a cui fare riferimento.

Suggerimenti:

  1. Rifletti sulle idee per raccogliere dati prima di passare all’azione.
  2. Prenditi tempo e spazio per riflettere sulle opzioni e creare una proposta di valore.

Con una pratica coerente, questi suggerimenti ti aiuteranno a navigare con facilità nell’ignoto. Rafforzeranno anche la tua leadership per supportare gli altri in modo più efficace.

 

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